Calcolatore del Costo per Consegna
La consegna fallita si paga due volte, e il divisore giusto sono le consegne riuscite. Calcola il costo per consegna CPD = (F+C_v)/D/(1−f), il sovrapprezzo da fallimenti e l'incidenza sul valore dell'ordine — per e-commerce, food delivery e distribuzione locale.
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L'ultimo miglio è il più caro di tutti
Nel viaggio di un pacco, il tratto finale — dal deposito alla porta del cliente — è di gran lunga il più costoso per unità trasportata: un container muove migliaia di colli con un equipaggio, un furgone ne consegna poche decine con un autista intero. Eppure è il tratto di cui quasi nessun venditore conosce il costo vero: si conosce la tariffa del corriere, o il costo del furgone, ma non il numero che decide tutto — quanto costa portare a destinazione un singolo ordine.
Il numero ha tre ingredienti, e nessuno dei tre è la distanza: il costo del giro (autista e mezzo, più carburante e pedaggi), quante consegne quel giro distribuisce, e quante ne vanno a buon fine al primo tentativo. Da lì escono il costo per consegna riuscita, il sovrapprezzo che i tentativi falliti spalmano su tutte le altre, e l'incidenza sul valore medio dell'ordine — la percentuale adimensionale che permette di confrontare un fioraio, un e-commerce e una catena di farmacie.
Questo calcolatore fa quel conto con cinque numeri che ogni operazione di consegna conosce o può ricostruire in un'ora. E la sua lezione più frequente è scomoda: il costo per consegna non si abbassa guidando meno — si abbassa consegnando di più per giro e fallendo di meno.
Il divisore giusto: le consegne riuscite, non i tentativi
L'errore che falsa quasi tutti i conti dell'ultimo miglio sta nel divisore. L'istinto divide il costo del giro per le consegne caricate a bordo: 228 diviso 45 fa 5,07. Ma il cliente assente, il citofono sbagliato e l'indirizzo incompleto non annullano il costo del tentativo — lo raddoppiano, perché quel pacco risale sul furgone e riparte domani. Il costo va diviso per le consegne riuscite: con il 6% di tentativi falliti, ogni consegna a buon fine costa 5,39, non 5,07.
La differenza — 0,32 a consegna, il sovrapprezzo da fallimenti — sembra piccola e non lo è: è un'imposta del 6,4% che i clienti assenti applicano a tutti gli altri, ed è l'unico costo dell'ultimo miglio che si può attaccare senza toccare né il giro né il mezzo. La formula del sovrapprezzo è f/(100−f): cresce più che linearmente, e al 15% di fallimenti vale già il 17,6% del costo base.
È il gemello logistico di un principio che ricorre in tutta l'economia operativa: quando una parte della produzione va rifatta, il costo vero dell'unità buona include la quota delle unità sprecate. La consegna fallita si paga due volte — e chi non la conta nel divisore crede di avere margini che non ha.
Lo stesso furgone, cinque densità
La tabella tiene fermo tutto — giro da 228 (200 di fisso, 28 di variabile), 6% di fallimenti, ordine medio 40 — e cambia solo quante consegne il giro distribuisce. Il furgone, l'autista e i chilometri sono gli stessi in ogni riga: cambia quante porte si aprono.
| Consegne per giro | Costo ideale | Costo per consegna riuscita | Incidenza sull'ordine |
|---|---|---|---|
| 25 | 9,12 | 9,70 | 24,3% |
| 35 | 6,51 | 6,93 | 17,3% |
| 45 | 5,07 | 5,39 | 13,5% |
| 60 | 3,80 | 4,04 | 10,1% |
| 80 | 2,85 | 3,03 | 7,6% |
La colonna dell'incidenza attraversa tre fasce del verdetto in cinque righe: dal 24,3% — dove la consegna mangia un quarto dell'ordine e quasi nessun margine sopravvive — al 7,6%, che una rete matura assorbe senza drammi. Nessuna delle cinque righe ha risparmiato un chilometro o un minuto di autista: l'intera differenza è densità, cioè quante consegne condividono lo stesso costo di giro.
È la ragione per cui i grandi corrieri vincono sull'ultimo miglio: non pagano meno gli autisti — hanno più pacchi per strada. Ed è anche la ragione per cui il piccolo operatore ha comunque una leva: la densità non si compra solo col volume, si costruisce con la geografia — zone più strette, giorni di consegna fissi per area, orari di cut-off che riempiono il giro prima di farlo partire.
Come funziona questo calcolatore
Le consegne per giro sono i tentativi programmati su un giro di un mezzo: il numero di fermate cariche a bordo. Il costo fisso del giro è ciò che il giro costa prima di percorrere un metro: la giornata (o la frazione di giornata) di autista, con oneri e contributi, più la quota giornaliera del mezzo — ammortamento o noleggio, assicurazione, revisioni.
Il costo variabile del giro è ciò che dipende dai chilometri: carburante o energia, pedaggi, manutenzione chilometrica. Il tasso di consegne fallite è la quota di tentativi che non va a buon fine al primo passaggio — destinatario assente, indirizzo errato, impossibilità di accesso — e che genera un secondo tentativo: il gestionale delle consegne lo conosce per giro e per zona.
Il valore medio dell'ordine chiude il conto: è la base su cui si misura l'incidenza, il numero adimensionale che rende confrontabili operazioni di taglia e valuta diverse — e che decide il verdetto.
Come leggere i risultati
Il costo per consegna riuscita è il numero da mettere accanto a ogni tariffa di corriere e a ogni contributo di consegna chiesto al cliente. Il costo ideale senza fallimenti è lo stesso conto con f = 0: la distanza fra i due è il sovrapprezzo da consegne fallite, l'imposta silenziosa che i tentativi a vuoto applicano a tutto il resto.
L'incidenza sul valore dell'ordine è il verdetto: sotto il 5% la logistica è una macchina efficiente e può diventare un'arma commerciale; fra 5% e 10% è la fascia delle reti mature; fra 10% e 20% è zona di attenzione, dove la consegna erode una parte rilevante del margine; dal 20% in su la consegna mangia l'ordine, e il problema non si ottimizza — si ridisegna.
La geometria della densità
La densità della tabella non è un dono del volume: è una scelta di disegno. La prima leva è la zona: servire un'area più stretta con più frequenza batte quasi sempre servire un'area vasta tutti i giorni — le fermate si avvicinano, il giro si accorcia e le consegne per ora salgono. La seconda è il calendario: giorni fissi per area («il tuo quartiere: martedì e venerdì») concentrano gli ordini della stessa strada sullo stesso giro.
La terza è il cut-off: un orario limite chiaro riempie il giro prima della partenza invece di inseguire gli ordini con giri mezzi vuoti. La quarta è la soglia di ordine minimo, che agisce sull'altro lato del verdetto: non abbassa il costo, alza il valore che lo assorbe — ed è per questo che compare in ogni negozio online sopravvissuto abbastanza a lungo da fare i conti.
Tutte e quattro hanno un prezzo commerciale — meno flessibilità percepita — e la tabella dà il metro per giudicarlo: passare da 45 a 60 consegne per giro vale 1,35 a consegna. Su 20.000 consegne l'anno, 27.000 di margine ritrovato senza toccare un listino.
I vicini di magazzino
Il costo per consegna ha un fratello oscuro: il costo dei resi. Il reso è una consegna al contrario che non porta ricavo — paga il giro due volte, all'andata e al ritorno — e le due incidenze vanno lette insieme: un e-commerce con consegna al 13% e resi al 20% sta spendendo in logistica più di quanto molti listini possano sopportare.
A monte del furgone lavora il magazzino, e lì il conto gemello è la scorta di sicurezza: quanta merce tenere per non mancare la promessa di consegna che l'ultimo miglio deve poi mantenere. I tre strumenti insieme coprono la catena: promettere (scorta), mantenere (consegna), rimediare (reso).
La sequenza giusta è anche l'ordine delle priorità: prima di comprimere il costo del furgone conviene quasi sempre ridurre i motivi per cui il furgone viaggia male — fallimenti evitabili e resi evitabili sono le due voci con il miglior rapporto fra sforzo e ritorno.
Da dove vengono i numeri
Il costo dell'autista va preso pieno: retribuzione, oneri, ferie e malattia spalmati sui giorni effettivi di guida — il costo aziendale giornaliero, non la paga oraria nominale. Il mezzo si porta a giornata dividendo ammortamento (o canone), assicurazione e bollo per i giorni lavorati l'anno; il variabile esce da consumo medio, prezzo del carburante e chilometri tipici del giro.
Il tasso di fallimento è nei dati del gestionale o nelle app dei corrieri: tentativi non riusciti al primo passaggio diviso tentativi totali. Va misurato per zona e fascia oraria — il centro storico serale e la zona industriale mattutina sono popolazioni diverse — perché è lì che si decide dove intervenire con finestre, notifiche e punti di ritiro.
Il valore medio dell'ordine è fatturato consegnato diviso ordini consegnati, del canale che stai analizzando: mescolare il B2B da 400 con il B2C da 30 produce un'incidenza media che non descrive nessuno dei due — il calcolo va fatto per canale, come ogni buona media.
Limiti della stima
Il modello è deterministico e medio: assume giri omogenei, mentre la realtà ha giri urbani densi e giri extraurbani dispersi — il calcolo va ripetuto per tipologia di giro, non fatto una volta sulla media di rete. Tratta inoltre il tasso di fallimento come costo pieno di un secondo tentativo: se una parte dei pacchi falliti finisce in punti di ritiro o giacenza, il sovrapprezzo reale è leggermente diverso da quello stimato.
Il costo fisso è trattato come interamente dedicato al giro: se il mezzo fa due giri al giorno, il fisso va diviso di conseguenza. E l'incidenza usa il valore medio dell'ordine, non il margine: un'incidenza del 10% su un margine commerciale del 30% significa che un terzo del margine se ne va in consegna — la traduzione in margine è il passo successivo che il tuo conto economico merita.
Stima parametrica a scopo informativo: supporta il confronto fra flotta propria e corriere, il disegno di zone e soglie e la trattativa sulle tariffe; non sostituisce la contabilità industriale né i preventivi reali dei trasportatori.
La scala dei fallimenti
La prima tabella tiene fermo il giro — 228 di costo, 45 consegne — e fa salire solo il tasso di tentativi falliti. L'ultima colonna è la tassa che i fallimenti applicano al costo base: f/(100−f).
| Tasso di fallimento | Costo per consegna riuscita | Sovrapprezzo | Tassa sul costo base |
|---|---|---|---|
| 0% | 5,07 | 0,00 | 0% |
| 3% | 5,22 | 0,16 | 3,1% |
| 6% | 5,39 | 0,32 | 6,4% |
| 10% | 5,63 | 0,56 | 11,1% |
| 15% | 5,96 | 0,89 | 17,6% |
La tassa cresce più in fretta del tasso: al 3% vale il 3,1%, al 15% vale il 17,6%. La ragione è che ogni fallimento sottrae una consegna al divisore e aggiunge un tentativo al numeratore di domani — le due ferite si sommano, e la formula le compone in una curva che accelera.
La lettura operativa: nel riferimento, portare i fallimenti dal 6% al 3% vale quasi 0,17 a consegna — oltre 3.300 l'anno su 20.000 consegne — e si compra quasi sempre con strumenti da software, non da flotta: notifiche attive, finestre comunicate, indirizzi verificati all'ordine. È il raro caso in cui il costo logistico si abbassa senza toccare la logistica.
La scala del valore dell'ordine
La seconda tabella rovescia il punto di vista: il costo per consegna resta 5,39 in ogni riga — la consegna è la stessa: cambia l'ordine che la paga.
| Valore medio ordine | Incidenza | Lettura |
|---|---|---|
| 15 | 35,9% | Ogni consegna distrugge un terzo dell'ordine |
| 25 | 21,6% | La consegna mangia l'ordine |
| 40 | 13,5% | Zona di attenzione |
| 80 | 6,7% | Fascia delle reti mature |
| 150 | 3,6% | La logistica diventa un'arma |
Questa colonna spiega da sola tre istituzioni del commercio online: la soglia di spedizione gratuita (spingere l'ordine da 25 a 40 dimezza quasi l'incidenza), il contributo di consegna sui piccoli ordini (fa pagare la riga in cui il cliente ha scelto di stare) e il bundle — vendere insieme ciò che si consegna insieme.
E spiega anche perché lo stesso furgone può essere sostenibile per una farmacia e rovinoso per chi consegna un singolo articolo da pochi euro: l'ultimo miglio non ha un costo «giusto» in assoluto — ha un costo giusto per un dato scontrino. Chi non può alzare il costo del giro deve alzare il valore che ci sale sopra.
Flotta propria o corriere: il confronto giusto
La domanda arriva sempre, e quasi sempre è posta male: «il corriere chiede 6,50, il mio furgone costa 228 al giorno — chi vince?». La risposta è nel divisore: a 45 consegne per giro il tuo CPD è 5,39 e la flotta vince; a 30 consegne sale a 8,09 e vince il corriere. Il confronto non è fra due prezzi: è fra la tua densità e la sua.
Il corriere consolidato ha un vantaggio strutturale — somma i tuoi pacchi a quelli di tutti gli altri, e la sua densità non dipende dal tuo volume. La flotta propria ha i suoi: controllo dell'esperienza, finestre che il corriere non offre, il furgone come pubblicità itinerante, e la possibilità di caricare servizi (installazione, ritiro del vecchio) che il corriere non farà mai.
La strategia matura è spesso ibrida: flotta propria dove la densità la sostiene — il centro città, i clienti ricorrenti — e corriere dove i punti sono dispersi. Il calcolatore, ricalcolato per zona, disegna esattamente quel confine.
Il prezzo della promessa
Ogni promessa commerciale ha un costo di densità. La consegna in giornata obbliga a far partire giri incompleti: il cut-off si avvicina, le consegne per giro scendono e la tabella della densità lavora al contrario. La finestra stretta («fra le 18 e le 19») vincola la sequenza delle fermate: il percorso ottimo si allunga per rispettare gli orari, e ogni vincolo in più costa fermate.
Non significa che le promesse siano sbagliate: significa che hanno un prezzo calcolabile, e che va confrontato con quello che rendono. Se la finestra serale taglia i fallimenti dal 10% al 3% — perché il cliente c'è — il suo costo di densità può ripagarsi da solo: è il raro caso in cui le due tabelle di questa pagina si compensano.
La regola pratica: ogni promessa va prezzata con le due scale — quanto toglie alla densità, quanto toglie ai fallimenti — prima di stamparla sul sito. Le promesse che passano il test sono armi; le altre sono costi travestiti da marketing.
Elettrico, cargo bike e micro-hub
Le nuove flotte urbane cambiano gli ingredienti del conto, non la sua struttura. L'elettrico abbassa il variabile (energia e manutenzione per km) e alza il fisso (mezzo più caro): a parità di densità il CPD si muove poco — il vantaggio vero arriva dove il variabile pesa, cioè sui giri lunghi.
La cargo bike rovescia il rapporto: mezzo economico, niente carburante, ma portata ridotta — funziona solo dove la densità urbana permette giri corti e pieni, ed è lì che batte il furgone anche sul costo, non solo sull'accesso ai centri chiusi al traffico. Il micro-hub — il deposito di quartiere rifornito di notte — è il moltiplicatore di entrambi: accorcia il giro e alza le consegne per ora.
La lezione del calcolatore vale per tutte e tre le tecnologie: prima di chiedere «quanto costa il mezzo», chiedere «che densità mi permette». Il mezzo giusto è quello che massimizza le consegne per giro nella tua geografia — il resto è dettaglio di listino.
Errori che gonfiano il conto
Il primo è dividere per i tentativi invece che per le consegne riuscite: il costo vero resta invisibile finché i fallimenti non diventano un numero. Il secondo è la media di rete: il giro urbano denso e quello extraurbano disperso hanno CPD che possono differire del doppio, e la media non descrive nessuno dei due — le decisioni di zona vanno prese sui conti di zona.
Il terzo è l'autista a paga nominale: la paga oraria moltiplicata per le ore di guida ignora oneri, ferie, malattia e i giorni in cui il mezzo gira a metà — il costo aziendale per giorno effettivo è sensibilmente più alto, e con lui il CPD. Il quarto è l'incidenza calcolata sul ricavo totale invece che per canale: il B2B ad alto scontrino nasconde il B2C in perdita, e la media rassicurante ritarda la correzione della soglia di ordine minimo.
L'antidoto a tutti e quattro è lo stesso: rifare questo conto per segmento — tipo di giro, canale, zona — ogni volta che cambia un ingrediente. Dieci secondi a scenario, e l'ultimo miglio smette di essere una voce oscura del conto economico.
Domande frequenti
Come si calcola il costo per consegna?
Costo del giro (fisso + variabile) diviso le consegne del giro, poi diviso per la quota di successi: CPD = (F+C_v)/D/(1−f/100). Con giro da 228, 45 consegne e 6% di fallimenti: 5,39 a consegna riuscita.
Perché dividere per le consegne riuscite e non per i tentativi?
Perché il tentativo fallito costa quanto uno riuscito ma non consegna nulla: il pacco riparte domani e paga il giro due volte. Dividere per i tentativi sottostima il costo vero — del 6,4% già con il 6% di fallimenti.
Che cos'è l'incidenza sul valore dell'ordine?
Il costo per consegna diviso il valore medio dell'ordine, in percentuale: il numero adimensionale che rende confrontabili operazioni diverse. Sotto il 5% eccellente, 5–10% fascia matura, 10–20% zona di attenzione, oltre il 20% la consegna mangia l'ordine.
Che cosa metto nel costo fisso del giro?
La giornata di autista a costo aziendale pieno (retribuzione, oneri, ferie spalmate sui giorni di guida) più la quota giornaliera del mezzo: ammortamento o noleggio, assicurazione, bollo e revisioni divisi per i giorni lavorati.
E nel costo variabile?
Ciò che dipende dai chilometri del giro: carburante o energia, pedaggi e manutenzione chilometrica. Se il mezzo fa due giri al giorno, sia il fisso sia il variabile vanno attribuiti al giro corrispondente.
Come misuro il tasso di consegne fallite?
Tentativi non riusciti al primo passaggio diviso tentativi totali, dai dati del gestionale o delle app di consegna. Va letto per zona e fascia oraria: è lì che si decide dove puntare finestre, notifiche e punti di ritiro.
Quanto vale ogni consegna in più sul giro?
Molto più di quanto sembri: il giro costa quasi uguale, quindi ogni fermata aggiunta abbassa il costo di tutte. Nel riferimento, passare da 45 a 60 consegne per giro vale 1,35 a consegna — 27.000 l'anno su 20.000 consegne.
Il calcolo vale anche per il food delivery e i corrieri in bici?
Sì: cambiano i numeri, non la struttura. Il «giro» può essere un turno di rider, il fisso la sua ora garantita, il variabile quasi nullo — e la densità (consegne per ora) resta la leva dominante del costo unitario.
Meglio flotta propria o corriere esterno?
Il confronto giusto è fra il tuo CPD e la tariffa del corriere a parità di servizio: sotto certe densità il corriere consolidato vince quasi sempre, perché somma i tuoi pacchi a quelli degli altri. Il calcolatore ti dà il tuo lato del confronto.
Come abbasso il tasso di fallimento?
Finestre di consegna comunicate e rispettate, notifiche attive il giorno stesso, indirizzi verificati all'ordine, punti di ritiro come alternativa. Ogni punto di fallimento in meno taglia il sovrapprezzo f/(100−f) su tutte le consegne.
La consegna gratuita è sostenibile?
«Gratuita» significa solo che la paga il margine: con incidenza al 13,5%, un ordine da 40 cede 5,39 di logistica. La soglia di ordine minimo per la gratuità è il modo classico di alzare il valore che assorbe il costo.
Questo strumento sostituisce i preventivi dei trasportatori?
No: stima il costo della tua operazione a scopo informativo, per confrontare scenari, zone e soglie. Le tariffe reali dei corrieri e la contabilità industriale restano la base delle decisioni contrattuali.
Aggiornato a luglio 2026
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