Calcolatore della Regola del 72

Regola scelta, tasso, orizzonte e inflazione: gli anni al raddoppio nominale e reale, e quanti raddoppi maturano davvero nel tuo orizzonte. L'interesse composto, reso numeri.

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Il modello: la scorciatoia che regge da secoli

La regola del 72 è la scorciatoia più celebre della finanza: dividi 72 per il tasso annuo, ed ecco gli anni in cui il capitale raddoppia. Questo calcolatore la prende sul serio e la completa — con i quattro numeri che contano: la regola scelta (69, 70 o 72), il tasso annuo, l'orizzonte e l'inflazione attesa. Ne escono gli anni al raddoppio nominale e quelli, più onesti, al raddoppio reale — e la metrica che ordina tutto: quanti raddoppi maturano davvero nel tuo orizzonte.

Il conto è universale e senza valute: solo percentuali, anni e raddoppi — gli stessi su ogni conto titoli del mondo.

Le quattro manopole: regola, tasso, orizzonte e inflazione

La regola ha tre valori legittimi: il 72 dei manuali (divisibile per quasi tutto), il 70 del calcolo mentale, il 69 dei puristi — il più vicino al valore esatto 100·ln 2 = 69,3. Il tasso va dall'1 al 20 per cento: dal deposito prudente al rendimento aggressivo. L'orizzonte va da 5 a 50 anni: dal progetto breve alla vita lavorativa. L'inflazione va da 0 a 8 per cento — con il vincolo onesto del modello: il tasso reale deve valere almeno un punto, o il raddoppio reale non arriva mai.

La scala del tasso: dal deposito al motore

Regola 72, orizzonte da 30 anni, inflazione al 2 per cento; cambia solo il tasso:

TassoRaddoppio nominaleRaddoppio realeRaddoppi reali in 30 anni
4% — il prudente18,0 anni36,00,83
5% — il bilanciato14,424,01,25
10% — il mercato azionario7,29,03,33
20% — l'eccezione3,64,07,50

La seconda riga è la ricetta di fabbrica: al 5 per cento, il capitale nominale raddoppia in 14,4 anni — ma quello reale, con l'inflazione al 2, ne chiede 24. E la scala racconta la legge non lineare della pazienza: dal 4 al 20 per cento i raddoppi reali si moltiplicano per nove — perché il tasso lavora al denominatore, e ogni punto strappato in basso vale più di uno aggiunto in alto.

Gli anni al raddoppio: il numero doppiamente immobile

La prima riga del risultato ha un'immobilità che ordina il modello: gli anni al raddoppio nominale non dipendono né dall'orizzonte né dall'inflazione — sono il puro rapporto fra la regola e il tasso. I 14,4 anni del 5 per cento restano 14,4 per il progetto quinquennale e per il piano cinquantennale. È la separazione dei poteri del raddoppio: regola e tasso decidono la velocità; l'orizzonte decide quanta strada si fa; l'inflazione decide quanta strada è vera.

Le tre identità: l'orizzonte che torna

Il modello poggia su tre identità esatte, verificate a ogni versione dal banco di prova. La più elegante: raddoppi per anni-al-raddoppio uguale orizzonte — i 2,08 raddoppi nominali per i 14,4 anni ridanno esattamente i 30 anni, e lo stesso vale per la coppia reale. La terza è la definizione: anni nominali per tasso uguale regola — 14,4 per 5 fa 72, sempre. Qui la scorciatoia non perde pezzi per strada.

Le quattro letture: dal capitale che dorme alla macchina degli interessi

Il verdetto legge i raddoppi reali nell'orizzonte. Sotto il mezzo è il capitale che dorme: l'orizzonte finisce prima che il composto entri in scena. Fra il mezzo e l'uno è il mezzo raddoppio: i motori accesi, le ali ancora chiuse. Fra uno e due è il raddoppio compiuto: il potere d'acquisto è davvero raddoppiato. Oltre i due è la macchina degli interessi: il capitale reale quadruplica — e ogni raddoppio successivo vale quanto tutti i precedenti insieme.

L'inflazione che mangia metà: la soglia del motore

Sopra le letture, il modello marca la soglia dell'erosione: quando l'inflazione vale almeno metà del tasso — toccata esattamente al 4 per cento con prezzi al 2. Da lì in su, metà del motore lavora solo per restare fermi: il raddoppio reale dista più del doppio di quello nominale, e ogni promessa fatta in termini nominali va divisa per l'onestà. Non è un difetto del risparmio: è un contratto — chi ragiona in nominale firma anche l'illusione, e questo conto la mostra prima della firma.

Le tre regole: 72, 70 o 69

Perché tre regole? Perché la scorciatoia è un'approssimazione del valore esatto 100·ln 2 = 69,3 — e ogni costante fa un patto diverso. Il 69 è il più fedele ai tassi bassi e alla capitalizzazione continua; il 70 è il compromesso del calcolo mentale; il 72 — diviso esattamente da 2, 3, 4, 6, 8, 9 e 12 — è il più comodo, e ai tassi medi del 6-10 per cento è anche sorprendentemente preciso, perché la composizione discreta lo aiuta. La manopola della regola è lì per questo: tre patti diversi con la precisione, tutti dichiarati.

I limiti del modello: cosa la scorciatoia non copre

Il perimetro è dichiarato: regola come approssimazione, tasso reale come differenza semplice. Le tasse sui rendimenti non sono nel conto, e in molti paesi valgono un quinto o più della crescita; i costi dei prodotti nemmeno — e un punto di commissioni allunga il raddoppio quanto un punto di tasso in meno; la sequenza dei rendimenti reali, che non sono mai una linea retta, è un capitolo a parte. Il numero che esce è la base della pianificazione: l'ordine di grandezza giusto, prima della promessa sbagliata.

La scala dell'orizzonte: la velocità ferma, la strada che cresce

Regola 72, tasso al 5 per cento, inflazione al 2; cambia solo quanto tempo lasci correre:

OrizzonteRaddoppi nominaliRaddoppi reali
5 anni — il progetto0,350,21
10 anni — il piano0,690,42
30 anni — la carriera2,081,25
50 anni — la vita intera3,472,08

Le colonne che non compaiono sono di pietra: gli anni al raddoppio restano 14,4 nominali e 24,0 reali su tutta la scala — l'orizzonte non tocca la velocità del composto, solo quanta strada gli lascia fare. Ma la strada non è tutta uguale: il quinto raddoppio vale sedici volte il primo in valore assoluto. È la tabella che spiega il paradosso dell'interesse composto: è una funzione esponenziale che nei primi anni si traveste da retta — e chi giudica dai primi cinque anni giudica il travestimento.

La scala dell'inflazione: il tasso fermo, la verità che scende

Stesso 5 per cento nominale, stessi 30 anni; cambia solo la corsa dei prezzi:

InflazioneRaddoppio reale (anni)Raddoppi reali in 30 anni
0% — la stabilità perfetta14,42,08
2% — l'obiettivo delle banche centrali24,01,25
3% — la deriva36,00,83
4% — la metà del motore72,00,42

Il raddoppio nominale resta immobile a 14,4 anni su tutte le righe — e intanto quello reale passa da 14,4 a 72: un fattore cinque, senza che il conto in banca mostri alcuna differenza. L'ultima riga è la soglia del modello: al 4 per cento di inflazione contro il 5 di tasso, i prezzi corrono a più di metà del motore — e trent'anni di pazienza comprano meno di mezzo raddoppio vero. L'inflazione non si vede sull'estratto conto: si vede solo qui.

La scala delle regole: tre costanti, una scelta

La terza scala tiene fermi tasso, orizzonte e inflazione (5 per cento, 30 anni, 2) e cambia solo la costante. Il 69 dà 13,8 anni nominali e 23,0 reali — 1,30 raddoppi; il 70 dà 14,0 e 23,3 — 1,29; il 72 dà 14,4 e 24,0 — 1,25. Lo scarto totale fra la regola più severa e la più comoda vale mezzo anno su quattordici: il 3-4 per cento, meno dell'incertezza sul tasso stesso. È la dimostrazione pratica del perché la scorciatoia è sopravvissuta ai secoli: la scelta della costante è un dettaglio; la scelta del tasso e dell'orizzonte è il destino.

Gli estremi della griglia: da un quinto a sette raddoppi e mezzo

Il minimo del modello è il progetto timido: cinque anni al 5 per cento con l'inflazione al 2 — 0,21 raddoppi reali: un quinto di strada, il composto che non ha nemmeno allacciato le scarpe. Il massimo è l'eccezione ventennale: trent'anni al 20 per cento — 7,50 raddoppi reali, un potere d'acquisto moltiplicato per più di cento (e la parola «eccezione» è nel nome per onestà: nessun mercato regala il 20 per trent'anni). Fra i due estremi corre un fattore trentasei: la griglia intera sta dentro quattro manopole — ed è il motivo per cui la stessa pazienza produce vite finanziarie che non si somigliano.

Il raddoppio all'incontrario: la stessa regola, il lato scuro

La regola ha un gemello severo: 72 diviso l'inflazione dà gli anni in cui i prezzi raddoppiano — cioè il contante si dimezza. Al 3 per cento, 24 anni; al 6, dodici. E vale anche per il debito: il rotativo al 18 per cento raddoppia in quattro anni scarsi, più veloce di qualunque portafoglio ragionevole. È la simmetria che chiude il cerchio: la stessa macchina lavora per chi possiede capitale e contro chi possiede debito — e la regola dice a entrambi, con lo stesso numero, quanto in fretta.

La strategia del raddoppio: le leve in ordine di onestà

Quando il verdetto dice meno raddoppi di quanti ne servono, la classifica delle leve è netta. Prima: l'orizzonte — ogni anno aggiunto è guadagno lineare certo, senza un grammo di rischio in più. Seconda: i costi e le tasse — un punto di commissioni è un punto di tasso perso, e si recupera con una firma. Terza: l'inflazione personale — il contante oltre la scorta di sicurezza dorme al tasso zero, cioè arretra. Quarta e ultima: più rendimento — che è sempre più rischio, e merita di essere l'ultima voce, non la prima. Il raddoppio non si insegue: si aspetta bene.

Domande frequenti

Come funziona la regola del 72?

Dividi 72 per il tasso annuo in per cento: il risultato sono gli anni al raddoppio del capitale. Al 6 per cento, 72/6 = 12 anni; all'8, nove anni. È un'approssimazione dell'interesse composto esatto — sorprendentemente precisa fra il 4 e il 12 per cento — e il calcolatore la completa con l'orizzonte e l'inflazione.

Perché esistono anche la regola del 70 e del 69?

Perché il valore matematicamente esatto è 100·ln 2 = 69,3. Il 69 gli è fedele ai tassi bassi e alla capitalizzazione continua; il 70 è comodo a mente; il 72 ha più divisori interi (2, 3, 4, 6, 8, 9, 12) ed è il più preciso ai tassi medi con composizione annua. Il calcolatore li offre tutti e tre, dichiarati.

Cos'è il raddoppio reale?

Il raddoppio del potere d'acquisto, non dei numeri sul conto: si calcola con il tasso reale — tasso meno inflazione, come differenza semplice dichiarata. Al 5 per cento con inflazione al 2, il nominale raddoppia in 14,4 anni ma il reale in 24: la differenza è l'illusione monetaria che il conto smaschera.

Perché il modello chiede un tasso reale di almeno un punto?

Perché sotto quel margine il raddoppio reale supera i settant'anni — oltre ogni orizzonte pratico — e a tasso reale nullo o negativo non arriva mai: il capitale nominale cresce mentre quello vero sta fermo o arretra. Il vincolo è il modo onesto di dire che senza tasso reale non c'è raddoppio da calcolare.

Quanto è precisa la regola rispetto al calcolo esatto?

Fra il 4 e il 12 per cento l'errore del 72 sta tipicamente sotto il 2-3 per cento sugli anni: spiccioli, per una scorciatoia. Ai tassi molto bassi conviene il 69 o il 70; ai tassi alti la regola sottostima leggermente i tempi. Per pianificare l'ordine di grandezza, la scorciatoia basta e avanza.

Quanti raddoppi servono per quadruplicare o per fare per otto?

Due raddoppi quadruplicano, tre moltiplicano per otto: ogni raddoppio parte dal traguardo del precedente. È la ragione per cui la metrica del calcolatore sono i raddoppi nell'orizzonte: 3 raddoppi reali significano potere d'acquisto per otto — e il quarto varrebbe da solo quanto i primi tre insieme.

Con i tassi tipici, in quanto raddoppia davvero un portafoglio?

Un bilanciato prudente al 4-5 per cento nominale con inflazione al 2 raddoppia in termini reali in 24-36 anni: una volta per vita lavorativa. Un azionario globale al 7-8 nominale scende a 12-14 anni reali: due-tre raddoppi in una carriera. È la forbice che la tabella della pagina mette in fila.

La regola vale anche per l'inflazione da sola?

Sì, al contrario: 72 diviso l'inflazione dà gli anni in cui i prezzi raddoppiano — cioè il potere d'acquisto si dimezza. Al 3 per cento, i prezzi raddoppiano in 24 anni; al 6, in 12. È lo specchio scuro della stessa matematica, e un ottimo test d'intuizione sui propri contanti fermi.

La regola vale anche per il debito?

Perfettamente, ed è il suo uso più severo: un debito rotativo al 18 per cento raddoppia in quattro anni scarsi se non lo tocchi. La stessa macchina che lavora per il risparmiatore lavora contro il debitore — con la differenza che sul debito il tasso è certo, sul rendimento no.

Perché l'orizzonte conta più del tasso, oltre una soglia?

Perché i raddoppi sono orizzonte diviso tempo-di-raddoppio: allungare l'orizzonte li aggiunge linearmente, ma ogni raddoppio aggiunto raddoppia il montante. Dieci anni in più al 5 per cento valgono quasi tre quarti di raddoppio reale — più di quanto renda un punto di tasso in più mantenuto per vent'anni con costi e rischi maggiori.

Tasse e costi quanto allungano il raddoppio?

Molto, ed è fuori dal perimetro dichiarato: un prelievo del 26 per cento sui guadagni e un punto di commissioni possono trasformare un 7 nominale in un 4 netto reale — e il raddoppio passa da 10 a 18 anni. La regola resta la stessa: basta inserire il tasso netto vero al posto di quello di listino.

Cosa faccio se il verdetto dice capitale che dorme?

Le leve in ordine di onestà: allunga l'orizzonte se il progetto lo consente — è la leva lineare che non chiede rischio; controlla i costi e le tasse, che erodono il tasso reale come inflazione privata; e solo poi valuta più rendimento, sapendo che più tasso è sempre più rischio. Il conto qui sopra, rifatto con i numeri netti, è la bussola.

Aggiornato a luglio 2026

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