Calcolatore Carried Interest

Calcola il carried interest di un fondo di private equity o venture capital: hurdle rate, catch-up e waterfall. Scopri perché il carry non è semplicemente il 20% del profitto.

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Il carried interest — il "carry" — è il modo in cui i gestori di fondi di private equity e venture capital guadagnano davvero: una quota dei profitti che il fondo genera, tipicamente il 20%. Ma se pensi che il gestore incassi semplicemente il 20% del profitto, ti manca il pezzo più importante del meccanismo. Tra il fondo e il carry ci sono due clausole — l'hurdle rate (un rendimento minimo garantito agli investitori) e il catch-up — che cambiano radicalmente quanto il gestore porta a casa. Un fondo può generare profitto e non far guadagnare nulla al gestore, se non batte l'hurdle. E anche quando lo supera, la quota effettiva sul profitto può essere molto diversa dal 20% nominale. Questo calcolatore mostra esattamente come funziona la ripartizione (il "waterfall"): quanto va al gestore, quanto agli investitori, e qual è la quota effettiva del gestore sul profitto. È parametrico e internazionale: la struttura del carry è la stessa nei fondi di tutto il mondo.

Che cos'è il carried interest

Il carried interest è la quota dei profitti di un fondo di investimento che spetta al gestore (il General Partner, o GP) come compenso per la performance. È il cuore del modello economico del private equity e del venture capital. In un fondo, gli investitori (i Limited Partner, o LP) mettono il capitale; il gestore lo investe, crea valore e, quando gli investimenti vengono venduti, distribuisce i proventi. Il gestore riceve due tipi di compenso: una management fee annua (tipicamente il 2% del capitale, per coprire i costi operativi) e il carried interest — una fetta dei profitti, tipicamente il 20%. È proprio il carry a rendere il mestiere del gestore potenzialmente molto redditizio, ma solo se il fondo va bene: a differenza della fee, il carry si guadagna solo generando profitti sopra una certa soglia. Questa struttura è nota come "2 e 20" (2% di fee, 20% di carry) ed è lo standard globale del settore. Il calcolatore si concentra sulla parte del carry.

Perché il carry non è semplicemente il 20% del profitto

Ecco l'equivoco più comune. Molti pensano: "il fondo ha fatto 100 milioni di profitto, il gestore prende il 20%, cioè 20 milioni". In realtà è quasi sempre più complicato, per via di due clausole. La prima è l'hurdle rate (o preferred return): un rendimento minimo che gli investitori devono ricevere prima che il gestore tocchi un euro di carry. Tipicamente è l'8% annuo. Finché il fondo non ha restituito agli investitori il loro capitale più questo rendimento minimo, il gestore non guadagna nulla. La seconda è il catch-up: un meccanismo che, superato l'hurdle, permette al gestore di "recuperare" rapidamente la sua quota. Il risultato è che il carry del 20% è la percentuale che il gestore prende sull'ultimo scaglione di profitto, non sull'intero profitto. La quota effettiva sul profitto totale può essere molto inferiore al 20% per un fondo mediocre, e pari al 20% solo per un fondo che batte nettamente l'hurdle. Il calcolatore quantifica questa differenza.

Come funziona il waterfall di distribuzione

La ripartizione dei proventi segue una cascata (il distribution waterfall) di solito in quattro livelli. Primo: restituzione del capitale — gli investitori riprendono per intero il capitale che hanno versato. Secondo: rendimento preferenziale (hurdle) — gli investitori ricevono il rendimento minimo pattuito sul loro capitale, prima che il gestore prenda carry. Terzo: catch-up del gestore — una volta soddisfatto l'hurdle, il gestore riceve una quota elevata (spesso il 100%) dei profitti successivi, fino a quando la sua parte non raggiunge la percentuale di carry sull'insieme (hurdle + catch-up). Quarto: ripartizione finale — il profitto residuo si divide secondo il carry, per esempio 20% al gestore e 80% agli investitori. Questo calcolatore implementa un waterfall standard "europeo" (calcolato sull'intero fondo) con hurdle composto e catch-up pieno, e restituisce quanto spetta al gestore e agli investitori a ogni livello aggregato.

Esempio: la distribuzione nel caso base

La tabella mostra la ripartizione nel caso base — capitale 100 milioni, proventi all'uscita 220 milioni, carry 20%, hurdle 8% annuo, durata 5 anni:

Livello del waterfallImporto
Profitto totale (220 − 100)120.000.000 €
Rendimento preferenziale agli LP (hurdle 8% su 5 anni)≈ 46.930.000 €
Catch-up del gestore≈ 11.730.000 €
Ripartizione finale (20% al GP dell'ultimo scaglione)≈ 12.270.000 €
Carried interest totale del gestore24.000.000 € (20% del profitto)

L'esempio mostra un fondo di successo, dove il catch-up si completa e il gestore raggiunge il pieno 20% del profitto: 24 milioni su 120 di profitto. Ma il valore chiave da capire è come ci si arriva. Prima gli investitori ricevono il loro rendimento preferenziale (circa 46,9 milioni, l'8% composto su cinque anni sul capitale); poi il gestore recupera con il catch-up (circa 11,7 milioni); infine il residuo si divide 20/80. Solo perché il fondo ha battuto nettamente l'hurdle il carry effettivo coincide con quello nominale. Se i proventi fossero stati, poniamo, 150 milioni invece di 220, il gestore avrebbe preso molto meno del 20% del profitto, perché il catch-up non si sarebbe completato. Il calcolatore ti fa vedere questa dinamica cambiando i proventi di uscita.

L'hurdle rate (rendimento minimo)

L'hurdle rate — chiamato anche preferred return o "pref" — è il rendimento minimo che gli investitori devono ricevere prima che il gestore guadagni carry. È la clausola che allinea gli interessi: il gestore è premiato solo se fa meglio di una soglia di base. Tipicamente l'hurdle è l'8% annuo, spesso composto, calcolato sul capitale investito. Il suo effetto è potente: finché il fondo non supera l'hurdle, il carry del gestore è zero, anche se il fondo ha generato un profitto. Questo è il punto che sorprende: un fondo che rende, poniamo, il 6% annuo ha prodotto un profitto positivo, ma non ha superato l'hurdle dell'8%, quindi il gestore non prende nulla. L'hurdle protegge gli investitori dal pagare una commissione di performance per risultati mediocri, che avrebbero potuto ottenere con investimenti a basso rischio. Il calcolatore ti fa vedere immediatamente l'effetto dell'hurdle: prova ad abbassare i proventi di uscita e osserva a che punto il carry si azzera.

Il catch-up del gestore

Il catch-up è il meccanismo che riequilibra la ripartizione dopo che l'hurdle è stato soddisfatto. Senza catch-up, l'hurdle "regalerebbe" agli investitori tutto il rendimento fino alla soglia, e il gestore prenderebbe il suo carry solo sulla parte eccedente — ottenendo, sul profitto complessivo, molto meno del 20%. Il catch-up corregge questo: una volta che gli investitori hanno ricevuto il loro preferred return, il gestore incassa una quota elevata (in un catch-up "pieno", il 100%) dei profitti successivi, finché la sua parte non arriva a essere il 20% del totale distribuito oltre la restituzione del capitale. In pratica, il catch-up "recupera" per il gestore la percentuale che l'hurdle gli aveva temporaneamente sottratto. Dopo il catch-up, il profitto residuo si divide normalmente (20/80). L'effetto combinato di hurdle e catch-up è che, per un fondo che va molto bene, il gestore ottiene comunque il pieno 20% del profitto; per un fondo che supera l'hurdle di poco, ottiene molto meno. Il calcolatore modella un catch-up pieno.

La quota effettiva contro quella nominale

La distinzione più utile che questo calcolatore rende visibile è tra carry nominale e carry effettivo. Il carry nominale è la percentuale scritta nel contratto del fondo (per esempio il 20%): è la quota che il gestore prende sull'ultimo scaglione di profitto, dopo hurdle e catch-up. Il carry effettivo è la percentuale che il gestore ottiene sull'intero profitto del fondo. Per un fondo che batte nettamente l'hurdle, i due coincidono (20%). Ma per un fondo che supera l'hurdle solo di poco, il carry effettivo può essere molto inferiore — magari il 5% o il 10% del profitto, invece del 20% nominale — perché gran parte del profitto è andata agli investitori come rendimento preferenziale e il catch-up non si è completato. Questo spiega perché i gestori spingono così tanto per superare l'hurdle con ampio margine: è lì che il loro guadagno effettivo si avvicina a quello nominale. Il calcolatore mostra la quota effettiva accanto a quella nominale, così puoi vedere quanto contano davvero l'hurdle e il catch-up.

La management fee e il modello "2 e 20"

Il carried interest è solo una metà del compenso del gestore; l'altra è la management fee. È una commissione annua, tipicamente il 2% del capitale impegnato, pagata indipendentemente dalla performance per coprire i costi operativi del gestore (stipendi, uffici, due diligence). Insieme, fee e carry formano il celebre modello "2 e 20": 2% di management fee annua e 20% di carried interest sui profitti. La fee garantisce al gestore un flusso di cassa stabile; il carry lo premia per la performance. C'è però una tensione: la fee si paga comunque, anche se il fondo va male, ed è stata criticata perché può rendere il gestore ricco a prescindere dai risultati. Il carry, invece, allinea gli interessi con gli investitori. Molti fondi oggi negoziano strutture variabili (fee più basse, hurdle più alti, carry graduati). Questo calcolatore si concentra sul carried interest; ricorda però che, nel valutare il costo totale di un fondo, va sommata anche la management fee.

Carry europeo e carry americano

Esistono due grandi modelli di calcolo del carry, con implicazioni importanti sui tempi. Il modello europeo (whole-fund) calcola il carry sull'intero fondo: il gestore riceve carry solo dopo che gli investitori hanno recuperato tutto il capitale versato (per tutti gli investimenti) più il rendimento preferenziale. È più favorevole agli investitori, perché il gestore aspetta la fine. Il modello americano (deal-by-deal) calcola il carry singolo affare per affare: il gestore può ricevere carry sui primi investimenti di successo, anche prima che l'intero fondo abbia restituito il capitale. È più favorevole al gestore, ma comporta il rischio che il gestore prenda carry in anticipo e poi il fondo, nel complesso, renda meno: per questo esistono clausole di clawback che obbligano il gestore a restituire il carry preso in eccesso. Questo calcolatore usa il modello europeo (whole-fund), il più diffuso in Europa e sempre più comune anche altrove. La differenza riguarda i tempi e il rischio, non la logica di hurdle e catch-up.

Il carry nei fondi di tutto il mondo

La struttura del carried interest è notevolmente uniforme a livello internazionale: il modello "2 e 20" con hurdle e catch-up è lo standard globale del private equity e del venture capital, dagli Stati Uniti all'Europa all'Asia. Le differenze principali non riguardano la meccanica del calcolo, ma il trattamento fiscale del carry, che varia molto da paese a paese ed è oggetto di dibattito politico in molte giurisdizioni: in alcuni paesi il carry è tassato come plusvalenza (aliquota più bassa), in altri come reddito da lavoro (aliquota più alta), e le regole cambiano nel tempo. Anche i livelli tipici possono variare: alcuni fondi (specie i più performanti o richiesti) applicano carry superiori al 20% o hurdle più bassi; altri, per attrarre investitori, offrono hurdle più alti. La logica del waterfall, però, resta la stessa. Per questo il calcolatore è parametrico: inserisci i termini del fondo che ti interessa — carry, hurdle, durata — e in qualsiasi valuta ottieni la ripartizione.

A chi serve calcolare il carried interest

Capire il carry è utile a diverse figure. Agli investitori (LP) — fondi pensione, family office, individui facoltosi — per valutare quanto della performance finirà al gestore e quanto a loro, e per confrontare le condizioni di fondi diversi. Ai gestori (GP) e ai loro team, per capire quanto vale il carry a seconda della performance e come si distribuisce all'interno del team. Ai professionisti che considerano un lavoro in un fondo, per valutare il valore potenziale della quota di carry loro assegnata (che si concretizza solo se il fondo va bene ed è soggetta a "vesting"). E a chiunque voglia capire come funziona davvero l'economia del private equity, spesso descritta in modo semplicistico. Il calcolatore rende concreta questa comprensione, mostrando numeri reali per scenari diversi. Cambiando i proventi di uscita, si vede subito come il guadagno del gestore dipenda dalla performance in modo tutt'altro che lineare.

Limiti del calcolatore

Questo strumento fornisce una stima con un modello di waterfall semplificato. Usa il modello europeo (whole-fund) con hurdle composto e catch-up pieno (100%); i fondi reali possono avere varianti: catch-up parziali (per esempio 80/20 durante il catch-up), hurdle semplice invece che composto, modello americano deal-by-deal, tier multipli di carry, e clausole particolari. Non include la management fee (che riduce il capitale netto investito e va considerata a parte), le spese del fondo, né gli aspetti fiscali del carry, che variano per giurisdizione e per il singolo percettore. Il calcolo dell'hurdle assume che sia calcolato sull'intero capitale per l'intera durata indicata, mentre nei fondi reali il capitale viene richiamato e restituito gradualmente. Non è consulenza finanziaria o legale: usa il calcolatore per capire la logica di hurdle, catch-up e waterfall e l'ordine di grandezza della ripartizione, ma per i termini esatti di un fondo specifico fai riferimento al suo regolamento (LPA) e a un advisor qualificato.

Come cambia il carry con la performance

Il modo migliore per capire l'effetto di hurdle e catch-up è vedere come cambia la quota effettiva del gestore al variare della performance del fondo. La tabella mostra, a parità di condizioni (capitale 100 milioni, carry 20%, hurdle 8%, 5 anni), quanto prende il gestore per diversi multipli di uscita:

Multiplo di uscita (MOIC)Carry del gestore / quota effettiva sul profitto
1,4× (140M, sotto l'hurdle)0 € / 0% (nessun carry)
1,5× (150M, poco sopra l'hurdle)≈ 3,1M € / 6,1%
1,55× (155M)≈ 8,1M € / 14,7%
2,2× (220M)24M € / 20,0% (pieno carry)
4,0× (400M)60M € / 20,0% (pieno carry)

La tabella rende evidente perché "il 20% del profitto" è una semplificazione. Sotto l'hurdle il gestore non prende nulla. Appena sopra, prende una quota effettiva bassa (il 6,1% a 1,5×), perché il rendimento preferenziale ha assorbito quasi tutto il profitto e il catch-up è appena iniziato. Man mano che la performance sale, il catch-up si completa e la quota effettiva raggiunge il 20% nominale. Da lì in poi, ogni euro di profitto aggiuntivo si divide 20/80. Questa non-linearità è il motivo per cui il carry premia in modo sproporzionato le performance eccellenti: è progettato esattamente così. Cambiando i proventi di uscita nel calcolatore, puoi ricostruire questa curva per il tuo caso.

Livelli e fiscalità del carry nel mondo

Sebbene la meccanica del waterfall sia universale, i livelli tipici e soprattutto la fiscalità del carry variano tra le giurisdizioni. La tabella riassume alcuni riferimenti indicativi:

AspettoRiferimento tipico / variabilità
Carry nominale20% standard; 15-30% secondo fondo e performance
Hurdle rate~8% annuo tipico; alcuni fondi 0% o 6-10%
Catch-upSpesso 100%; talvolta 80/20 durante il catch-up
Fiscalità (USA)Storicamente come plusvalenza; dibattito su tassazione come reddito
Fiscalità (Europa)Varia per paese: plusvalenza o reddito da lavoro secondo regole locali

Il punto chiave è che la struttura del carry ("2 e 20" con hurdle e catch-up) è uno standard globale, mentre il suo trattamento fiscale è il vero terreno di differenza — e di controversia politica. Il tema è delicato perché il carry, pur essendo un compenso per un lavoro (la gestione del fondo), in molte giurisdizioni è stato tassato come plusvalenza, con aliquote inferiori a quelle del reddito da lavoro: una disparità molto discussa. Le regole cambiano nel tempo e per paese, quindi chi percepisce carry deve verificare la propria situazione fiscale specifica. Il calcolatore mostra il carry lordo, cioè prima delle imposte; il netto dipenderà dalle regole applicabili nella tua giurisdizione.

Il clawback: quando il gestore restituisce il carry

Il clawback è una clausola di protezione degli investitori, particolarmente rilevante nel modello americano deal-by-deal. Poiché in quel modello il gestore può incassare carry sui primi investimenti di successo, prima che sia chiaro come andrà l'intero fondo, esiste il rischio che il gestore prenda complessivamente più carry di quanto gli spetterebbe sulla performance finale. Il clawback obbliga il gestore, alla liquidazione del fondo, a restituire l'eccesso, così che gli investitori ottengano comunque il loro rendimento preferenziale e la ripartizione corretta. È una garanzia importante, ma la sua efficacia dipende dalla solvibilità del gestore al momento della restituzione: se il carry è già stato distribuito e speso (o tassato), recuperarlo può essere difficile. Per questo alcuni fondi trattengono una parte del carry in un conto vincolato (escrow) fino alla fine. Il calcolatore usa il modello europeo, in cui il clawback è raramente necessario perché il gestore prende carry solo alla fine, ma è utile conoscere il concetto per capire i rischi del modello americano.

Il vesting del carry nel team

All'interno di una società di gestione, il carried interest non va tutto ai fondatori: è distribuito tra i membri del team di investimento (partner, principal, associate) secondo una ripartizione interna, come incentivo a lungo termine. Questa quota è quasi sempre soggetta a vesting: matura gradualmente nel tempo (per esempio su cinque anni) e si perde, in tutto o in parte, se la persona lascia il fondo prima. È il meccanismo che lega i professionisti al fondo per l'intera durata dell'investimento, allineando i loro interessi con la performance a lungo termine. Per chi valuta un lavoro in un fondo, la quota di carry assegnata è una parte potenzialmente molto importante della remunerazione, ma anche molto incerta: si concretizza solo se il fondo va bene e solo se si resta abbastanza a lungo. Questo calcolatore stima il carry complessivo del fondo; la quota individuale dipenderà dalla percentuale assegnata e dalle regole di vesting, che vanno verificate nel contratto.

Come negoziare i termini del carry

Per gli investitori (LP), negoziare bene significa puntare a un hurdle adeguato (che li protegge da performance mediocri), a un catch-up meno aggressivo (per esempio 80/20 invece del 100%, che rallenta il recupero del gestore), e a clausole di clawback solide con escrow. Per i gestori (GP), i termini del carry sono un equilibrio: condizioni troppo favorevoli a loro possono scoraggiare gli investitori, mentre un hurdle troppo alto o un carry troppo basso riducono l'incentivo. I gestori con un track record eccellente hanno più potere negoziale e possono ottenere carry più alti o hurdle più bassi; i gestori alle prime armi spesso devono offrire condizioni più favorevoli agli investitori per raccogliere capitale. Il calcolatore aiuta entrambe le parti a mettere numeri concreti su queste scelte: cambiando hurdle, carry e performance attesa, si vede subito come si sposta la ripartizione tra gestore e investitori, rendendo la negoziazione più informata.

Aggiornato a luglio 2026

Formula

profitto = proventi - capitale; hurdle = capitale*((1+h)^anni - 1); dopo pref = profitto - hurdle; catchup = min(dopo_pref, c/(1-c)*hurdle); carry = catchup + c*(dopo_pref - catchup)

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